09 feb 2009

Il Power italico

L'altro giorno, complice il desiderio di ritornare momentaneamente, almeno con la mente, ad un periodo della mia vita molto più spensierato e sbarazzino, sono andato a pescare, fra i millemila cd che possiedo, "Stormbringer Ruler" degli italiani Domine. Mettendolo nel lettore, mi è venuto da riflettere sul panorama power nazionale sviluppatosi, all'ombra della maestosa controparte teutonica, a cavallo dell'ultimo scorcio degli anni 90 e del primo del secondo millennio, sbiaditosi via via a causa della pochezza di idee di progetti cloni, o presunti tali, dei discusissimi Rhapsody Of Fire: gruppo che ho amato alla follia. Parlo al passato perchè attualmente risultano in "pausa di riflessione": in parole povere si sono sciolti.
Eppure qualcosa di buono si è visto davvero nella scena nostrana. Qualcuno si è definitivamente perso in seguito al cambio di genere proposto (Skylark?), altri sono agli sgoccioli e/o annaspano vistosamente dopo essersi spostati verso lidi più progressive (Labyrinth?) o in preda a vere e proprie crisi di identità musicale (facciamo power? heavy? prog?), ma l'importante, a mio modo di vedere le cose, è che il segno lasciato dal proprio passaggio non sarà mai del tutto cancellato.
Stormbringer Ruler, ad esempio, è un disco da ascoltare assolutamente almeno una volta nella vita, non fosse altro per scoprire fin dove il singer Morby riesce a salire di tonalità con la sua voce al vetriolo ultrasonico! Ma anche il debut dei palermitani Thy Majestie è un platter meritevole di attenzione, così come "The Almighty" dei campani Heimdall.
La musica ed il metal in particolare, sono terreni così insidiosi che ti ingoiano al primo passo falso, è innegabile, però le cose buone, anche da parte di chi non riesce a trovare la definitiva consacrazione, meritano il giusto tributo.
Oggi la bandiera tricolore è ancora alta, in ambito metal, grazie a persone come Olaf Thorsen. E pensare che anni addietro ho commesso un immenso errore di giudizio (pubblicamente per altro, su Truemetal.it) commentandone l'uscita dai "suoi" Labyrinth come una manna per questi ultimi, non capendo assolutamente che il male per quella band risiedeva altrove. Guardiamo invece adesso quale splendida realtà rappresentino i Vision Divine di mister Thorsen!
E' proprio grazie ad Olaf se rimane un cenno di colore nell'immenso grigiore generale: un Artista completo e sempre coerente con se stesso. Poi l'adorazione nei confronti dei VD in questo momento, per chi come me li ha seguiti fin dal debutto, è ai massimi livelli a causa del rientro in formazione di Fabio Lione, voce dei neodefunti Rhapsody nonchè voce del metal italiano in generale (andate un po' a vedere i trascorsi di questo signorino)!
A proposito del gruppo di Turilli (chitarrista e co-mastermind assieme al tastierista Staropoli): si sono fermati proprio quando Joey DeMaio (Manowar) li aveva accolti sotto la propria ala protettrice. Un vero peccato. Almeno credo. Si, insomma, c'è da dire che nel momento in cui tutti aspettavamo un sound dei Rhapsody un filo più manowariano i Defender dell'heavy per antonomasia sono andati a pubblicare un Gods Of War appesantito da filler sinfonici di tendenza smaccatamente rhapsodiana e ben due, dico DUE!, intro una più inutile dell'altra!!!! Per fortuna ci sono anche nove tracce di sano Metal (di quello con la lettera maiuscola) che spaccano di brutto!
postato da: Black75 alle ore febbraio 08, 2009 16:38

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